Cupola del Duomo, Cattedrale di Santa Maria del Fiore
La cupola della cattedrale di Firenze è aperta al
pubblico, che può percorrerne all’interno le strutture architettoniche e avere
una visione ravvicinata degli affreschi cinquecenteschi che raffigurano il
Giudizio Universale. Fu iniziata nel 1418 da Filippo Brunelleschi, che ideò una
innovativa doppia calotta autoportante, eliminando la necessità delle
tradizionali armature di sostegno durante la costruzione; la volta della cupola
fu terminata nel 1436. Solo dopo la morte di Brunelleschi venne realizzata la
lanterna, coronata nel 1468 dalla palla in rame dorato sormontata dalla croce.
Dalla base della lanterna la vista spazia sulla città e le colline circostanti.
Cripta di S. Reparata (interno Cattedrale)
Dall’interno del Duomo si accede agli scavi archeologici
che hanno riportato alla luce l’antica cattedrale di Santa Reparata, demolita
in seguito al completamento della nuova cattedrale. Probabilmente iniziata nel
VI secolo e modificata in epoca romanica con l’aggiunta della cripta, la chiesa
rimase in uso anche durante la costruzione del nuovo edificio: vi sono
conservati reperti di età romana e medievale, lastre tombali e frammenti
dell’originaria decorazione pittorica. Vi è sepolto Filippo Brunelleschi.
Battistero di San Giovanni
Ricordato da Dante come “il bel San Giovanni”, è uno degli
edifici più antichi della città: risale probabilmente al V secolo, e assunse
l’aspetto attuale nell’XI-XII secolo. A pianta ottagonale, è rivestito
all’esterno di marmo bianco e verde di Prato a motivi geometrici e ha una
copertura a otto spicchi; la decorazione fu arricchita nel Cinquecento con
statue e bassorilievi. Le tre porte in bronzo dorato sono opera di Andrea
Pisano (porta sud, realizzata nel 1330 circa), e di Lorenzo Ghiberti (nord,
1402/25 ed est, 1425/52). La porta est, con Storie del Vecchio Testamento, si
apre verso il Duomo e fu definita da Michelangelo Porta del Paradiso; si tratta
di una copia, il cui originale è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo.
All’interno, il pavimento intarsiato risale alla fine del XII secolo, mentre i
mosaici delle pareti e della volta, su fondo oro, furono eseguiti fra il 1266 e
gli inizi del Trecento da maestri veneziani e toscani. Vi si trova il monumento
funebre dell’Antipapa Giovanni XXIII, attribuito a Donatello e Michelozzo e
scolpito nella prima metà del Quattrocento
Basilica di San Lorenzo
È uno dei più significativi complessi rinascimentali
fiorentini e la sua storia segue quella della famiglia Medici. La basilica,
consacrata da Sant’Ambrogio nel 393 e ricostruita in forme romaniche nel secolo
XI, fu ampliata nel 1418 da Filippo Brunelleschi su commissione di Giovanni de’
Medici. La chiesa rappresenta una delle massime espressioni dell’architettura e
dell’arte del Rinascimento; tra le opere più importanti si segnalano i pulpiti
con episodi della vita di Cristo e di San Lorenzo di Donatello e scuola;
l’Annunciazione di Filippo Lippi nella Cappella Martelli; il tabernacolo in
marmo di Desiderio da Settignano; le tombe di Giovanni e Piero de’ Medici di
Andrea del Verrocchio e l’affresco con il Martirio di San Lorenzo di Agnolo
Bronzino. Dall’interno della basilica si accede alla Sagrestia Vecchia, alla
cui realizzazione Brunelleschi lavorò tra il 1422 e il 1428; vi si trovano
opere di Donatello. Nello spazio sottostante è stato collocato il tesoro del
complesso, comprendente una quarantina di opere, tra arredi liturgici,
crocifissi e reliquiari databili tra il XIV e il XIX secolo. Dal chiostro
principale, detto dei Canonici, si accede alla Biblioteca Medicea Laurenziana,
costruita a partire dal 1524 su progetto di Michelangelo Buonarroti, al quale
era stata commissionata nel 1520 anche la realizzazione della Sagrestia Nuova,
destinata a ospitare le tombe di Lorenzo e Giuliano de’ Medici. Nel Seicento al
complesso fu aggiunta la Cappella dei Principi, destinata a mausoleo dei
Medici.
Basilica di Santa Croce
Fondata nel 1294 su progetto di Arnolfo di Cambio, è una
delle più antiche basiliche francescane e una delle più grandiose. La chiesa
custodisce numerosi tesori: le cappelle dell’abside affrescate da maestri
trecenteschi, due delle quali per opera di Giotto; della stessa epoca sono le
splendide vetrate; tombe, altari e pulpiti quattrocenteschi furono realizzati
dai maggiori scultori fiorentini, tra i quali spicca Donatello. Nella seconda
metà del XVI secolo vi furono innalzati grandi altari. Già a partire dal
Quattrocento molti uomini illustri furono sepolti nella basilica: tra gli
altri, Michelangelo, Niccolò Machiavelli, Galileo.
Cappella Brancacci
La decorazione della cappella, edificata prima del 1386
nel braccio destro del transetto della chiesa del Carmine, fu iniziata subito
dopo il 1423 da Masaccio e Masolino con affreschi raffiguranti episodi della
Vita di San Pietro, e completata verso il 1485 da Filippino Lippi. Alla metà
del Quattrocento la cappella fu dedicata alla Madonna del Popolo e vi fu
collocata la pala d’altare raffigurante la Madonna col Bambino, opera di
anonimo pittore fiorentino del XII secolo. Negli affreschi appaiono nette le
differenze fra i tre autori: le figure di Masolino, eleganti e ancora legate alla
cultura tardogotica, contrastano con la solidità e la rigorosa prospettiva
delle scene affrescate da Masaccio, mentre Filippino Lippi, a cui si deve
principalmente la parete destra, adegua figure ed elementi architettonici alla
severità degli affreschi di Masaccio. La visita è introdotta dalla proiezione
dello spettacolo multimediale L’occhio di Masaccio, che vuole avvicinare lo
spettatore ai significati religiosi, artistici e sociali dei capolavori della
Brancacci
Chiesa di Santa Maria Novella
Prima delle grandi basiliche fiorentine e primo edificio
gotico di grandi dimensioni in città, la sua costruzione fu iniziata a opera
dei Domenicani poco dopo il 1240; condotta a termine nel 1357, fu consacrata
soltanto nel 1420. Nei secoli successivi ha subito trasformazioni, in
particolare i rinnovamenti condotti a partire dal 1566 a opera di Giorgio
Vasari e i restauri ottocenteschi, volti a restituire un aspetto gotico
all’edificio. All’interno della chiesa si trovano importanti opere d’arte: il
Crocifisso di Giotto e il Crocifisso ligneo di Filippo Brunelleschi, l’affresco
di Masaccio con la Trinità, due cappelle affrescate rispettivamente da Domenico
Ghirlandaio e Filippino Lippi. La ricca facciata della chiesa, a intarsi di
marmi policromi, venne completata nella seconda metà del Quattrocento da Leon
Battista Alberti.
Chiesa di Santo Spirito
Insieme con San Lorenzo, il complesso agostiniano di Santo
Spirito è uno dei grandi monumenti religiosi e artistici della Firenze del
Quattrocento; la chiesa, su progetto di Filippo Brunelleschi, fu iniziata nel
1444 e rimase incompiuta alla morte dell’architetto avvenuta due anni dopo.
Studiata e ammirata da Leonardo da Vinci e Michelangelo, venne definita dal
Bernini “la chiesa più bella del mondo”. Vi sono conservate numerose opere
d’arte, tra cui una Madonna con Bambino e Santi di Filippino Lippi; la sacrestia
ospita il Crocifisso ligneo, opera giovanile di Michelangelo.
Museo Archeologico Nazionale
Si trova nel seicentesco Palazzo della Crocetta, dove alla
fine dell’Ottocento vennero trasferite dagli Uffizi le collezioni medicee e
lorenesi di antichità, conservate. Il nucleo principale è costituito dalle
testimonianze della civiltà etrusca, comprendenti le grandi statue in bronzo
della Chimera e dell’Arringatore, e una ricca sezione dedicata all’oreficeria.
Nella collezione di ceramica attica spicca il grande cratere a figure nere noto
come Vaso François, decorato con soggetti mitologici. Il patrimonio del Museo
Egizio, secondo in Italia solo a quello di Torino, fu costituito in gran parte
grazie a una spedizione franco-toscana in Egitto nel 1828. La raccolta
comprende materiale che va dalla preistoria agli inizi dell’era cristiana:
vasi, sculture, sarcofagi con mummie, papiri, amuleti e bronzetti di varie
epoche. Nel giardino del palazzo sono stati collocati interi monumenti
archeologici, ricostruiti dopo essere stati smontati dalle rispettive sedi
originarie, creando un vero e proprio museo all’aperto.
Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria
Collocato al primo piano dello storico Convento delle
Oblate, e ricco di reperti originali e di riproduzioni, illustra la storia
dell’uomo dalla prima età della pietra fino all’età dei metalli. I reperti
esposti provengono da località italiane, europee, asiatiche e africane.
Comprende il “Museo dei Piccoli”, che si rivolge ai bambini della scuola
materna fornendo un’illustrazione del mondo antico a partire dalla preistoria
attraverso un percorso in forma di fiaba-gioco.
Galleria degli Uffizi
Uno dei più importanti musei del mondo, è dotato di un
patrimonio artistico immenso. Divenne museo dedicato prevalentemente alla
pittura, con migliaia di opere dal XIII al XVIII secolo, in seguito al riordino
settecentesco, che comportò il trasferimento di alcune collezioni (armi,
strumenti scientifici, reperti archeologici, bronzi antichi e moderni) in altre
sedi, con l’istituzione di nuovi musei. Dopo le soppressioni di chiese e
conventi tra Sette e Ottocento, giunsero agli Uffizi numerose opere di
provenienza ecclesiastica, mentre agli inizi del Novecento vennero acquisiti
alcuni importanti dipinti. Tra i capolavori esposti: le grandi pale d’altare di
Cimabue e Giotto; opere del Trecento senese (tra le quali spicca
l’Annunciazione di Simone Martini); una ricchissima panoramica sul Quattrocento
in Toscana e nell’Italia centrale (dalla Madonna con Bambino e Sant’Anna di
Masaccio e Masolino, a Filippo Lippi e a Botticelli, con la Nascita di Venere e
la Primavera, da Piero della Francesca, con i Ritratti dei duchi di Urbino a
l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano).
Le sale dedicate alla pittura del Cinquecento riuniscono i maestri delle
maggiori scuole italiane: dall’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, a
Michelangelo e Raffaello; Tiziano, con la Venere di Urbino, insieme a Veronese
e Tintoretto testimonia la grande stagione della pittura veneta; non mancano
gli artisti di altri paesi, da Albrecht Dürer a Hans Holbein, fino a El Greco.
Il Bacco di Caravaggio apre la serie di opere seicentesche, ricca di pezzi
provenienti dalle più importanti scuole europee, da Rubens a Van Dyck, agli
Autoritratti di Rembrandt; infine, Canaletto e Guardi, insieme con Longhi e
Tiepolo, offrono una panoramica sul Settecento. La galleria ospita inoltre
sculture antiche, miniature e arazzi provenienti dalle collezioni medicee. Sono
in corso i lavori per la realizzazione dei Nuovi Uffizi, che porteranno al
raddoppio della capacità espositiva, consentendo la visione di opere finora non
accessibili al pubblico.
Corridoio Vasariano
Fu realizzato dal celebre architetto in soli 5 mesi nel
1565, per permettere ai granduchi di muoversi liberamente e senza pericoli dal
palazzo del governo alla loro residenza di Palazzo Pitti; il mercato delle
carni che si svolgeva sul Ponte Vecchio fu trasferito per evitare cattivi odori
e al suo posto furono spostate le botteghe degli orafi; passato l’Arno, nel
tratto sopra la facciata di Santa Felicita, la famiglia granducale poteva
assistere alle funzioni da un balcone protetto da una grata che si affaccia
dentro la chiesa. Nel Corridoio, che fa parte della Galleria degli Uffizi, è
esposta la vasta collezione di Autoritratti nella quale sono presenti maestri
della pittura dal XVI secolo fino al Novecento, da Andrea del Sarto a Marc
Chagall: le donazioni che provengono da artisti italiani e internazionali
continuano ad arricchire il patrimonio della Galleria
Museo degli Argenti - Palazzo Pitti
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Occupa i fastosi ambienti
affrescati dell’Appartamento d’Estate dei granduchi, situato al piano terreno
e al mezzanino del palazzo: vi si conserva il Tesoro dei Medici - dai vasi in
pietre dure di Lorenzo il Magnifico, ai cammei e intagli di Cosimo I, dai
cristalli di rocca di Francesco I alle ambre di Maria Maddalena d’Austria -
insieme ai gioielli di Anna Maria Luisa, ultima erede della casata. Qui si
trova anche la eccezionale raccolta, iniziata dai Medici, di circa 1.000
pezzi di porcellane orientali, oltre al Tesoro di Salisburgo, composto da argenti
dei secoli XVI-XVIII. La Sala delle Donazioni espone una collezione di
gioielli realizzati dal Settecento ai giorni nostri presso prestigiose
manifatture europee e italiane. |
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Galleria del Costume - Palazzo Pitti
Situata nella settecentesca Palazzina della Meridiana di
Palazzo Pitti, possiede un patrimonio di seimila pezzi fra abiti antichi,
costumi teatrali e accessori: è uno dei più importanti musei di storia della
moda al mondo. Presenta un’ampia selezione di abiti dal Settecento al
Novecento, rinnovata ogni due anni. Gli abiti vengono esposti a rotazione per
proteggerne l'integrità e per illustrare singole collezioni nella loro
completezza
Museo delle Carrozze
Comprende esemplari di carrozze e berline di gala in uso
alla corte fra Settecento e Ottocento e antichi finimenti per cavalli. La
collezione è visitabile su appuntamento, in attesa che venga realizzata
un’adeguata sistemazione nelle antiche scuderie medicee.
Museo delle Porcellane - Palazzo Pitti
È situato nella settecentesca Palazzina del Cavaliere,
sulla sommità del giardino di Boboli, al centro del Giardino delle Rose. Vi
sono raccolte le collezioni di porcellane da tavola delle case regnanti che si
sono succedute a Palazzo Pitti, rappresentative della produzione italiana ed
europea: dalla Manifattura di Doccia, fondata dalla famiglia Ginori, alle
porcellane di Sèvres e Meissen. Si segnala il servito eseguito a Sèvres tra il
1809 e il 1810 per Elisa Baciocchi, donatole dal fratello, l’imperatore
Napoleone.
Galleria d'Arte Moderna - Palazzo Pitti
Nella Galleria, situata al secondo piano di Palazzo Pitti,
sono esposti dipinti e sculture, per la maggior parte italiani, dalla fine del
Settecento fino agli anni della prima guerra mondiale. Le trenta sale ospitano
opere del periodo neoclassico e romantico, una ricca raccolta di dipinti dei
Macchiaioli e testimonianze delle scuole italiane del secondo Ottocento, con le
correnti legate al decadentismo, al simbolismo, al postimpressionismo, al
divisionismo, fino ai movimenti artistici dell’inizio del Novecento.
Biblioteca Medicea Laurenziana
La Biblioteca Medicea Laurenziana ha come origine la
collezione di manoscritti di Cosimo il Vecchio (1389-1464), arricchita da
Lorenzo il Magnifico (1449-1492), al quale si deve l’idea di costruire una
biblioteca pubblica. Il nipote Giulio - papa Clemente VII - affidò il progetto
a Michelangelo Buonarroti: i lavori iniziarono nel 1524 e furono portati avanti
per un decennio, fino alla partenza di Michelangelo da Firenze. La Biblioteca
venne aperta al pubblico nel 1571. Sono visitabili gli Ambienti Monumentali
michelangioleschi: dal Ricetto o Vestibolo, si entra attraverso una scalinata
monumentale nella Sala di lettura, spartita da due file di banchi anch’essi su
disegno di Michelangelo. Il pavimento, in terracotta rossa e bianca, fu
realizzato a partire dal 1548 e ha la parte centrale intarsiata con i motivi
ornamentali e le immagini simboliche che decorano anche il soffitto e che si
riferiscono alla dinastia medicea.
Campanile di Giotto
Il campanile del Duomo di Firenze, noto come Campanile di
Giotto, fu progettato dal grande maestro del Trecento. Alla sua morte (1337),
la costruzione era iniziata da poco e i lavori furono completati nella seconda
metà del XIV secolo. Durante la salita si possono vedere dall’interno le
strutture architettoniche trecentesche; dalla terrazza alla sommità del
campanile si gode un bellissimo panorama della città, e della vicina cupola di
Brunelleschi.
Cenacolo di Ognissanti
Affrescato nel 1488 da Domenico Ghirlandaio con l’Ultima
Cena, il refettorio del convento di Ognissanti conserva ancora gli antichi
lavabi, il portale e un’Annunciazione degli inizi del Quattrocento. Attraverso
il chiostro, con affreschi del Seicento (Storie della Vita di San Francesco),
si accede alla chiesa dove si possono ammirare altre due opere del Ghirlandaio:
un San Girolamo e una Madonna della Misericordia.
Chiesa e Museo di Orsanmichele
L’imponente edificio fu costruito nel 1337 per custodire
il grano del comune; la loggia a piano terreno venne chiusa e trasformata in
chiesa alla fine del Trecento, affrescata e ornata dal grandioso tabernacolo in
marmi e mosaici opera di Andrea Orcagna. Nel salone al primo piano, cui si
accede attraverso il passaggio sopraelevato che unisce l’edificio al Palazzo
dell’Arte della Lana, sono conservate le sculture originali che ornavano le
nicchie esterne sui quattro lati dell’edificio: in gran parte realizzate nel
secondo decennio del Quattrocento, rappresentano un documento fondamentale
della scultura del Primo Rinascimento, al quale contribuirono tra gli altri
Donatello, Lorenzo Ghiberti e Andrea del Verrocchio. All’ultimo piano sono
conservate sculture gotiche
Chiostro dello Scalzo
L’atrio della cappella della Compagnia dei Disciplinati di
San Giovanni Battista - detto dello Scalzo perché il fratello portacroce
durante le processioni soleva andare scalzo - è interamente affrescato a
monocrome con scene della Vita del Battista eseguite da Andrea del Sarto tra il
1509 e il 1526, oltre a due storie dipinte dal Franciabigio.
Fondazione Casa Buonarroti
Michelangelo Buonarroti acquistò la proprietà intorno al
1510. Il palazzo assunse l’aspetto attuale grazie al pronipote Michelangelo il
Giovane, personaggio di rilievo nella cultura fiorentina del Seicento, che fece
decorare quattro sale con dipinti celebrativi della gloria familiare. Alle
opere di Michelangelo, che comprendevano la raccolta dei disegni, la Madonna
della scala e la Battaglia dei centauri, si aggiunsero col tempo sculture
romane, dipinti rinascimentali e seicenteschi, maioliche robbiane e infine
reperti etruschi. Provengono da musei fiorentini il grande modello ligneo per
la facciata della chiesa di San Lorenzo e il Dio fluviale, bozzetto per la
Sacrestia Nuova, entrambi di Michelangelo, mentre gruppi di disegni del maestro
vengono esposti temporaneamente a rotazione.
Museo Bellini
Divenuta museo, la storica galleria dell’ antiquario Luigi
Bellini è situata in una signorile dimora sull’Arno di origine quattrocentesca,
ristrutturata agli inizi del Novecento. La collezione di pezzi dal XII al XVIII
secolo comprende opere di pittura e scultura, bronzi rinascimentali, maioliche
e mobili.
Museo dell'Opificio delle Pietre Dure
È dedicato alla produzione e alla storia della manifattura
di corte, specializzata nei lavori in pietre dure, istituita nel 1588 da
Ferdinando I dei Medici. Vi sono conservati arredi (stipi, tavoli, pannelli per
la Cappella dei Principi di San Lorenzo) decorati “a commesso” - cioè con
pietre di diversi colori tagliate e accostate in modo da formare delle
composizioni pittoriche - o con pittura su pietra o in scagliola. Il
laboratorio presenta i campioni dei materiali, i banchi e gli strumenti da
lavoro. Ancora oggi presso l’Opificio si effettuano la lavorazione e il restauro
di mosaici in pietre dure.
Museo delle Cappelle Medicee
Si accede dalla Cripta, dove sono le tombe dei sovrani
medicei e dei loro familiari ed è esposto il Tesoro di San Lorenzo. Il percorso
comprende la Cappella dei Principi e la Sagrestia Nuova. A partire dal 1604, il
granduca Ferdinando I fece iniziare la costruzione della barocca Cappella dei
Principi, destinata ad accogliere nella sala ottagonale, rivestita di marmi e
pietre dure, i sarcofagi con le spoglie dei granduchi. I lavori continuarono
per due secoli, ma il progetto non venne mai portato a compimento. La Sagrestia
Nuova, iniziata nel 1521, contiene la tomba di Lorenzo il Magnifico e di suo
fratello Giuliano, e le tombe di Lorenzo duca di Urbino e di Giuliano duca di
Nemours. Michelangelo lavorò fino al 1533 alle sculture per i sepolcri,
portando a compimento le statue di Lorenzo duca di Urbino e Giuliano di
Nemours, oltre alle figure allegoriche del Giorno, della Notte, dell’Aurora e
del Crepuscolo e alla Madonna con Bambino.
Palazzo Vecchio - Museo dei Ragazzi
È stato nei secoli il centro politico e il simbolo della
città. Progettato probabilmente da Arnolfo di Cambio, fu fondato nel 1299 come
sede dei Priori delle Arti: risale a questo periodo la struttura severa ed
elegante, con la caratteristica torre merlata che poggia direttamente sulla
facciata. Sede della Signoria nel XV secolo, da cui anche il nome di Palazzo
della Signoria, nel 1540 con Cosimo I dei Medici divenne dimora della famiglia
granducale: i cosiddetti Quartieri Monumentali, appartamenti di rappresentanza,
furono ristrutturati e decorati in maniera sontuosa dal Vasari a partire dal
1560.
Palazzo Vecchio - Quartieri Monumentali
Comprendono le sale destinate alla vita pubblica - Salone
dei Cinquecento, Sala dei Duecento, Sala dei Gigli e Sala dell’Udienza - il
prezioso Studiolo di Francesco I e i quartieri medicei: Quartiere di Eleonora e
Quartiere degli Elementi. Le sale furono affrescate da artisti quali
Ghirlandaio, il Bronzino e Vasari. Vi sono collocati alcuni capolavori della
scultura del Rinascimento: il Genio della Vittoria di Michelangelo e il gruppo
bronzeo della Giuditta e Oloferne di Donatello
Giardino di Boboli
I Medici per primi ne curarono la sistemazione, creando il
modello di giardino all’italiana che divenne esemplare per molte corti europee,
nel quale viene dato un ordine razionale alla vegetazione e le geometrie dei
viali e delle piante sono abbellite con grotte, statue e fontane. Aperto al
pubblico nel 1766, costituisce un vero e proprio museo all’aperto: di
particolare pregio le statue romane e quelle di scultori del Rinascimento quali
Baccio Bandinelli e Giambologna; l’anfiteatro, dove si svolgevano gli
spettacoli di corte; la Grotta del Buontalenti, nella quale erano collocati i
Prigioni di Michelangelo (oggi sostituiti da copie).
Forte Belvedere
Il Forte di San Giorgio, meglio conosciuto come Forte di
Belvedere, fu fondato nel 1590 durante il granducato di Ferdinando I, e
realizzato secondo i disegni di Bernardo Buontalenti. Oltre a difendere la
città da eventuali attacchi esterni (ruolo che in pratica non dovette mai
svolgere), il Forte in caso di pericolo poteva essere raggiunto da Palazzo
Pitti attraverso il giardino di Boboli. Al suo interno sorge l’elegante
Palazzina di Belvedere, preesistente alla costruzione del Forte, e
probabilmente progettata da Bartolomeo Ammannati intorno al 1570. La Palazzina
divenne la cassaforte dei Medici, i cui averi erano custoditi in fondo a un
pozzo all’interno dell’edificio: chiunque avesse tentato di forzare la
serratura avrebbe fatto scattare una trappola rimanendo trafitto. Attualmente,
vi si tengono esposizioni temporanee.
Giardino della Villa Medicea di Castello
È una delle più antiche residenze suburbane dei Medici,
che la possedettero fin dal 1477. Cosimo I commissionò nel 1538 allo scultore e
architetto Niccolò Tribolo il progetto di un nuovo grande giardino di
rappresentanza, studiato per celebrare il potere del principe attraverso la
simbologia delle sue statue, fontane e grotte. Attualmente solo il giardino è
visitabile, ricco di agrumi e piante rare e decorato di sculture antiche e
rinascimentali. Di grande fascino la Grotta degli animali, un tempo animata da
giochi d’acqua. Nella villa ha sede l’Accademia della Crusca, fondata nel 1585
per la diffusione e salvaguardia della lingua italiana. Ancora oggi l’Accademia
svolge attività di ricerca e consulenza relativa alla lingua italiana
VINCI
Museo Ideale Leonardo da Vinci
Dedicato all’arte e alla vita di Leonardo da Vinci e alla
conoscenza dei suoi territori, ha sede nei sotterranei del Castello di Vinci;
presenta oltre 300 tra dipinti della bottega e scuola di Leonardo, reperti,
ricostruzioni e documenti; comprende modelli di macchine ricostruite sulla base
dei disegni di Leonardo. Il progetto Giardino di Leonardo e dell'utopia,
sezione a cielo aperto del Museo, si arricchisce progressivamente di nuove
realizzazioni.
Museo Leonardiano
Occupa la Palazzina Uzielli e l’antico castello dei conti
Guidi, risalente all’XI secolo. È dedicato all’attività di Leonardo scienziato,
tecnologo e ingegnere: vi sono esposti modelli di macchine costruiti sulla base
dei codici leonardiani, accompagnati da animazioni che ne mostrano il
funzionamento: dalle macchine per cantiere a quelle per il volo e militari,
fino agli strumenti di uso scientifico; una sala è dedicata agli studi di
ottica. Nella casa natale di Leonardo ad Anchiano - frazione a circa 2 chilometri
da Vinci - si trova una mostra didattica permanente, con riproduzioni di
disegni raffiguranti vedute della campagna toscana e di una mappa tracciata da
Leonardo.
EMPOLI
Casa del Pontormo
La casa dove nacque Jacopo Carucci detto il Pontormo (1494
- 1556), uno dei più importanti pittori manieristi, è un edificio su tre piani
di epoca medievale; vi sono esposti oggetti e documenti connessi con l’opera
del maestro, i facsimili dei disegni preparatori per la tavola d’altare della
vicina chiesa di San Michele, e reperti in ceramica di epoca medievale, trovati
nel corso dei lavori di restauro. Ospita un centro internazionale di studi
sull’arte del Cinquecento in Toscana.
Museo Civico di Paleontologia
Occupa parte del Palazzo Ghibellino, che sorge sulla
piazza Farinata degli Uberti, cuore del centro cittadino, chiamata anche Piazza
dei Leoni perché adornata da quattro leoni che circondano la fontana
ottocentesca in marmo sorretta da tre Naiadi. Il Palazzo Ghibellino fronteggia
la Collegiata di Sant’Andrea e viene chiamato così in quanto nel 1260 vi si
riunirono i vincitori ghibellini per decidere la sorte della guelfa Firenze,
vinta sul campo di battaglia. Il museo è articolato in sei percorsi tematici
che documentano la nascita e la storia della terra attraverso una collezione di
fossili e rocce, vari modelli e diorami, uno dei quali ricostruisce la lotta
tra due dinosauri; lo scheletro di un orso delle caverne è corredato da un
diorama con una scena di caccia all’orso da parte dell’uomo di Neanderthal.
Museo della Collegiata di S. Andrea
Dal patrimonio della Collegiata proviene il nucleo più
cospicuo delle opere custodite nell’attiguo museo; la costruzione della chiesa
risale al 1093, mentre la facciata fu aggiunta probabilmente verso la metà del
XII secolo, secondo il modello tipico del romanico fiorentino - disegni
geometrici realizzati in marmo bianco e verde. Nel museo sono riunite opere dei
maestri del Quattrocento e Cinquecento, dall’affresco di Masolino raffigurante
il Cristo in pietà, al fonte battesimale e all’Annunciazione di Bernardo
Rossellino, dalla piccola Maestà di Filippo Lippi fino ai Santi del Pontormo.
Nel chiostro sono esposte maioliche dei della Robbia.





