itinerari consigliati - firenze, il rinascimento e l'arte

Cupola del Duomo, Cattedrale di Santa Maria del Fiore

 

La cupola della cattedrale di Firenze è aperta al pubblico, che può percorrerne all’interno le strutture architettoniche e avere una visione ravvicinata degli affreschi cinquecenteschi che raffigurano il Giudizio Universale. Fu iniziata nel 1418 da Filippo Brunelleschi, che ideò una innovativa doppia calotta autoportante, eliminando la necessità delle tradizionali armature di sostegno durante la costruzione; la volta della cupola fu terminata nel 1436. Solo dopo la morte di Brunelleschi venne realizzata la lanterna, coronata nel 1468 dalla palla in rame dorato sormontata dalla croce. Dalla base della lanterna la vista spazia sulla città e le colline circostanti.

Cripta di S. Reparata (interno Cattedrale)

Dall’interno del Duomo si accede agli scavi archeologici che hanno riportato alla luce l’antica cattedrale di Santa Reparata, demolita in seguito al completamento della nuova cattedrale. Probabilmente iniziata nel VI secolo e modificata in epoca romanica con l’aggiunta della cripta, la chiesa rimase in uso anche durante la costruzione del nuovo edificio: vi sono conservati reperti di età romana e medievale, lastre tombali e frammenti dell’originaria decorazione pittorica. Vi è sepolto Filippo Brunelleschi.

Battistero di San Giovanni

Ricordato da Dante come “il bel San Giovanni”, è uno degli edifici più antichi della città: risale probabilmente al V secolo, e assunse l’aspetto attuale nell’XI-XII secolo. A pianta ottagonale, è rivestito all’esterno di marmo bianco e verde di Prato a motivi geometrici e ha una copertura a otto spicchi; la decorazione fu arricchita nel Cinquecento con statue e bassorilievi. Le tre porte in bronzo dorato sono opera di Andrea Pisano (porta sud, realizzata nel 1330 circa), e di Lorenzo Ghiberti (nord, 1402/25 ed est, 1425/52). La porta est, con Storie del Vecchio Testamento, si apre verso il Duomo e fu definita da Michelangelo Porta del Paradiso; si tratta di una copia, il cui originale è custodito nel Museo dell’Opera del Duomo. All’interno, il pavimento intarsiato risale alla fine del XII secolo, mentre i mosaici delle pareti e della volta, su fondo oro, furono eseguiti fra il 1266 e gli inizi del Trecento da maestri veneziani e toscani. Vi si trova il monumento funebre dell’Antipapa Giovanni XXIII, attribuito a Donatello e Michelozzo e scolpito nella prima metà del Quattrocento

Basilica di San Lorenzo

È uno dei più significativi complessi rinascimentali fiorentini e la sua storia segue quella della famiglia Medici. La basilica, consacrata da Sant’Ambrogio nel 393 e ricostruita in forme romaniche nel secolo XI, fu ampliata nel 1418 da Filippo Brunelleschi su commissione di Giovanni de’ Medici. La chiesa rappresenta una delle massime espressioni dell’architettura e dell’arte del Rinascimento; tra le opere più importanti si segnalano i pulpiti con episodi della vita di Cristo e di San Lorenzo di Donatello e scuola; l’Annunciazione di Filippo Lippi nella Cappella Martelli; il tabernacolo in marmo di Desiderio da Settignano; le tombe di Giovanni e Piero de’ Medici di Andrea del Verrocchio e l’affresco con il Martirio di San Lorenzo di Agnolo Bronzino. Dall’interno della basilica si accede alla Sagrestia Vecchia, alla cui realizzazione Brunelleschi lavorò tra il 1422 e il 1428; vi si trovano opere di Donatello. Nello spazio sottostante è stato collocato il tesoro del complesso, comprendente una quarantina di opere, tra arredi liturgici, crocifissi e reliquiari databili tra il XIV e il XIX secolo. Dal chiostro principale, detto dei Canonici, si accede alla Biblioteca Medicea Laurenziana, costruita a partire dal 1524 su progetto di Michelangelo Buonarroti, al quale era stata commissionata nel 1520 anche la realizzazione della Sagrestia Nuova, destinata a ospitare le tombe di Lorenzo e Giuliano de’ Medici. Nel Seicento al complesso fu aggiunta la Cappella dei Principi, destinata a mausoleo dei Medici.

Basilica di Santa Croce

Fondata nel 1294 su progetto di Arnolfo di Cambio, è una delle più antiche basiliche francescane e una delle più grandiose. La chiesa custodisce numerosi tesori: le cappelle dell’abside affrescate da maestri trecenteschi, due delle quali per opera di Giotto; della stessa epoca sono le splendide vetrate; tombe, altari e pulpiti quattrocenteschi furono realizzati dai maggiori scultori fiorentini, tra i quali spicca Donatello. Nella seconda metà del XVI secolo vi furono innalzati grandi altari. Già a partire dal Quattrocento molti uomini illustri furono sepolti nella basilica: tra gli altri, Michelangelo, Niccolò Machiavelli, Galileo.

Cappella Brancacci

La decorazione della cappella, edificata prima del 1386 nel braccio destro del transetto della chiesa del Carmine, fu iniziata subito dopo il 1423 da Masaccio e Masolino con affreschi raffiguranti episodi della Vita di San Pietro, e completata verso il 1485 da Filippino Lippi. Alla metà del Quattrocento la cappella fu dedicata alla Madonna del Popolo e vi fu collocata la pala d’altare raffigurante la Madonna col Bambino, opera di anonimo pittore fiorentino del XII secolo. Negli affreschi appaiono nette le differenze fra i tre autori: le figure di Masolino, eleganti e ancora legate alla cultura tardogotica, contrastano con la solidità e la rigorosa prospettiva delle scene affrescate da Masaccio, mentre Filippino Lippi, a cui si deve principalmente la parete destra, adegua figure ed elementi architettonici alla severità degli affreschi di Masaccio. La visita è introdotta dalla proiezione dello spettacolo multimediale L’occhio di Masaccio, che vuole avvicinare lo spettatore ai significati religiosi, artistici e sociali dei capolavori della Brancacci

Chiesa di Santa Maria Novella

Prima delle grandi basiliche fiorentine e primo edificio gotico di grandi dimensioni in città, la sua costruzione fu iniziata a opera dei Domenicani poco dopo il 1240; condotta a termine nel 1357, fu consacrata soltanto nel 1420. Nei secoli successivi ha subito trasformazioni, in particolare i rinnovamenti condotti a partire dal 1566 a opera di Giorgio Vasari e i restauri ottocenteschi, volti a restituire un aspetto gotico all’edificio. All’interno della chiesa si trovano importanti opere d’arte: il Crocifisso di Giotto e il Crocifisso ligneo di Filippo Brunelleschi, l’affresco di Masaccio con la Trinità, due cappelle affrescate rispettivamente da Domenico Ghirlandaio e Filippino Lippi. La ricca facciata della chiesa, a intarsi di marmi policromi, venne completata nella seconda metà del Quattrocento da Leon Battista Alberti.

Chiesa di Santo Spirito

Insieme con San Lorenzo, il complesso agostiniano di Santo Spirito è uno dei grandi monumenti religiosi e artistici della Firenze del Quattrocento; la chiesa, su progetto di Filippo Brunelleschi, fu iniziata nel 1444 e rimase incompiuta alla morte dell’architetto avvenuta due anni dopo. Studiata e ammirata da Leonardo da Vinci e Michelangelo, venne definita dal Bernini “la chiesa più bella del mondo”. Vi sono conservate numerose opere d’arte, tra cui una Madonna con Bambino e Santi di Filippino Lippi; la sacrestia ospita il Crocifisso ligneo, opera giovanile di Michelangelo.

Museo Archeologico Nazionale

Si trova nel seicentesco Palazzo della Crocetta, dove alla fine dell’Ottocento vennero trasferite dagli Uffizi le collezioni medicee e lorenesi di antichità, conservate. Il nucleo principale è costituito dalle testimonianze della civiltà etrusca, comprendenti le grandi statue in bronzo della Chimera e dell’Arringatore, e una ricca sezione dedicata all’oreficeria. Nella collezione di ceramica attica spicca il grande cratere a figure nere noto come Vaso François, decorato con soggetti mitologici. Il patrimonio del Museo Egizio, secondo in Italia solo a quello di Torino, fu costituito in gran parte grazie a una spedizione franco-toscana in Egitto nel 1828. La raccolta comprende materiale che va dalla preistoria agli inizi dell’era cristiana: vasi, sculture, sarcofagi con mummie, papiri, amuleti e bronzetti di varie epoche. Nel giardino del palazzo sono stati collocati interi monumenti archeologici, ricostruiti dopo essere stati smontati dalle rispettive sedi originarie, creando un vero e proprio museo all’aperto.

Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria

Collocato al primo piano dello storico Convento delle Oblate, e ricco di reperti originali e di riproduzioni, illustra la storia dell’uomo dalla prima età della pietra fino all’età dei metalli. I reperti esposti provengono da località italiane, europee, asiatiche e africane. Comprende il “Museo dei Piccoli”, che si rivolge ai bambini della scuola materna fornendo un’illustrazione del mondo antico a partire dalla preistoria attraverso un percorso in forma di fiaba-gioco.

Galleria degli Uffizi

Uno dei più importanti musei del mondo, è dotato di un patrimonio artistico immenso. Divenne museo dedicato prevalentemente alla pittura, con migliaia di opere dal XIII al XVIII secolo, in seguito al riordino settecentesco, che comportò il trasferimento di alcune collezioni (armi, strumenti scientifici, reperti archeologici, bronzi antichi e moderni) in altre sedi, con l’istituzione di nuovi musei. Dopo le soppressioni di chiese e conventi tra Sette e Ottocento, giunsero agli Uffizi numerose opere di provenienza ecclesiastica, mentre agli inizi del Novecento vennero acquisiti alcuni importanti dipinti. Tra i capolavori esposti: le grandi pale d’altare di Cimabue e Giotto; opere del Trecento senese (tra le quali spicca l’Annunciazione di Simone Martini); una ricchissima panoramica sul Quattrocento in Toscana e nell’Italia centrale (dalla Madonna con Bambino e Sant’Anna di Masaccio e Masolino, a Filippo Lippi e a Botticelli, con la Nascita di Venere e la Primavera, da Piero della Francesca, con i Ritratti dei duchi di Urbino a l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano).
Le sale dedicate alla pittura del Cinquecento riuniscono i maestri delle maggiori scuole italiane: dall’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, a Michelangelo e Raffaello; Tiziano, con la Venere di Urbino, insieme a Veronese e Tintoretto testimonia la grande stagione della pittura veneta; non mancano gli artisti di altri paesi, da Albrecht Dürer a Hans Holbein, fino a El Greco. Il Bacco di Caravaggio apre la serie di opere seicentesche, ricca di pezzi provenienti dalle più importanti scuole europee, da Rubens a Van Dyck, agli Autoritratti di Rembrandt; infine, Canaletto e Guardi, insieme con Longhi e Tiepolo, offrono una panoramica sul Settecento. La galleria ospita inoltre sculture antiche, miniature e arazzi provenienti dalle collezioni medicee. Sono in corso i lavori per la realizzazione dei Nuovi Uffizi, che porteranno al raddoppio della capacità espositiva, consentendo la visione di opere finora non accessibili al pubblico.

Corridoio Vasariano

Fu realizzato dal celebre architetto in soli 5 mesi nel 1565, per permettere ai granduchi di muoversi liberamente e senza pericoli dal palazzo del governo alla loro residenza di Palazzo Pitti; il mercato delle carni che si svolgeva sul Ponte Vecchio fu trasferito per evitare cattivi odori e al suo posto furono spostate le botteghe degli orafi; passato l’Arno, nel tratto sopra la facciata di Santa Felicita, la famiglia granducale poteva assistere alle funzioni da un balcone protetto da una grata che si affaccia dentro la chiesa. Nel Corridoio, che fa parte della Galleria degli Uffizi, è esposta la vasta collezione di Autoritratti nella quale sono presenti maestri della pittura dal XVI secolo fino al Novecento, da Andrea del Sarto a Marc Chagall: le donazioni che provengono da artisti italiani e internazionali continuano ad arricchire il patrimonio della Galleria

Museo degli Argenti - Palazzo Pitti

Occupa i fastosi ambienti affrescati dell’Appartamento d’Estate dei granduchi, situato al piano terreno e al mezzanino del palazzo: vi si conserva il Tesoro dei Medici - dai vasi in pietre dure di Lorenzo il Magnifico, ai cammei e intagli di Cosimo I, dai cristalli di rocca di Francesco I alle ambre di Maria Maddalena d’Austria - insieme ai gioielli di Anna Maria Luisa, ultima erede della casata. Qui si trova anche la eccezionale raccolta, iniziata dai Medici, di circa 1.000 pezzi di porcellane orientali, oltre al Tesoro di Salisburgo, composto da argenti dei secoli XVI-XVIII. La Sala delle Donazioni espone una collezione di gioielli realizzati dal Settecento ai giorni nostri presso prestigiose manifatture europee e italiane.

 

 

Galleria del Costume - Palazzo Pitti

Situata nella settecentesca Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti, possiede un patrimonio di seimila pezzi fra abiti antichi, costumi teatrali e accessori: è uno dei più importanti musei di storia della moda al mondo. Presenta un’ampia selezione di abiti dal Settecento al Novecento, rinnovata ogni due anni. Gli abiti vengono esposti a rotazione per proteggerne l'integrità e per illustrare singole collezioni nella loro completezza

Museo delle Carrozze

Comprende esemplari di carrozze e berline di gala in uso alla corte fra Settecento e Ottocento e antichi finimenti per cavalli. La collezione è visitabile su appuntamento, in attesa che venga realizzata un’adeguata sistemazione nelle antiche scuderie medicee.

Museo delle Porcellane - Palazzo Pitti

È situato nella settecentesca Palazzina del Cavaliere, sulla sommità del giardino di Boboli, al centro del Giardino delle Rose. Vi sono raccolte le collezioni di porcellane da tavola delle case regnanti che si sono succedute a Palazzo Pitti, rappresentative della produzione italiana ed europea: dalla Manifattura di Doccia, fondata dalla famiglia Ginori, alle porcellane di Sèvres e Meissen. Si segnala il servito eseguito a Sèvres tra il 1809 e il 1810 per Elisa Baciocchi, donatole dal fratello, l’imperatore Napoleone.

Galleria d'Arte Moderna - Palazzo Pitti

Nella Galleria, situata al secondo piano di Palazzo Pitti, sono esposti dipinti e sculture, per la maggior parte italiani, dalla fine del Settecento fino agli anni della prima guerra mondiale. Le trenta sale ospitano opere del periodo neoclassico e romantico, una ricca raccolta di dipinti dei Macchiaioli e testimonianze delle scuole italiane del secondo Ottocento, con le correnti legate al decadentismo, al simbolismo, al postimpressionismo, al divisionismo, fino ai movimenti artistici dell’inizio del Novecento.

Biblioteca Medicea Laurenziana

La Biblioteca Medicea Laurenziana ha come origine la collezione di manoscritti di Cosimo il Vecchio (1389-1464), arricchita da Lorenzo il Magnifico (1449-1492), al quale si deve l’idea di costruire una biblioteca pubblica. Il nipote Giulio - papa Clemente VII - affidò il progetto a Michelangelo Buonarroti: i lavori iniziarono nel 1524 e furono portati avanti per un decennio, fino alla partenza di Michelangelo da Firenze. La Biblioteca venne aperta al pubblico nel 1571. Sono visitabili gli Ambienti Monumentali michelangioleschi: dal Ricetto o Vestibolo, si entra attraverso una scalinata monumentale nella Sala di lettura, spartita da due file di banchi anch’essi su disegno di Michelangelo. Il pavimento, in terracotta rossa e bianca, fu realizzato a partire dal 1548 e ha la parte centrale intarsiata con i motivi ornamentali e le immagini simboliche che decorano anche il soffitto e che si riferiscono alla dinastia medicea.

Campanile di Giotto

Il campanile del Duomo di Firenze, noto come Campanile di Giotto, fu progettato dal grande maestro del Trecento. Alla sua morte (1337), la costruzione era iniziata da poco e i lavori furono completati nella seconda metà del XIV secolo. Durante la salita si possono vedere dall’interno le strutture architettoniche trecentesche; dalla terrazza alla sommità del campanile si gode un bellissimo panorama della città, e della vicina cupola di Brunelleschi.

Cenacolo di Ognissanti

Affrescato nel 1488 da Domenico Ghirlandaio con l’Ultima Cena, il refettorio del convento di Ognissanti conserva ancora gli antichi lavabi, il portale e un’Annunciazione degli inizi del Quattrocento. Attraverso il chiostro, con affreschi del Seicento (Storie della Vita di San Francesco), si accede alla chiesa dove si possono ammirare altre due opere del Ghirlandaio: un San Girolamo e una Madonna della Misericordia.

Chiesa e Museo di Orsanmichele

L’imponente edificio fu costruito nel 1337 per custodire il grano del comune; la loggia a piano terreno venne chiusa e trasformata in chiesa alla fine del Trecento, affrescata e ornata dal grandioso tabernacolo in marmi e mosaici opera di Andrea Orcagna. Nel salone al primo piano, cui si accede attraverso il passaggio sopraelevato che unisce l’edificio al Palazzo dell’Arte della Lana, sono conservate le sculture originali che ornavano le nicchie esterne sui quattro lati dell’edificio: in gran parte realizzate nel secondo decennio del Quattrocento, rappresentano un documento fondamentale della scultura del Primo Rinascimento, al quale contribuirono tra gli altri Donatello, Lorenzo Ghiberti e Andrea del Verrocchio. All’ultimo piano sono conservate sculture gotiche

Chiostro dello Scalzo

L’atrio della cappella della Compagnia dei Disciplinati di San Giovanni Battista - detto dello Scalzo perché il fratello portacroce durante le processioni soleva andare scalzo - è interamente affrescato a monocrome con scene della Vita del Battista eseguite da Andrea del Sarto tra il 1509 e il 1526, oltre a due storie dipinte dal Franciabigio.

Fondazione Casa Buonarroti

Michelangelo Buonarroti acquistò la proprietà intorno al 1510. Il palazzo assunse l’aspetto attuale grazie al pronipote Michelangelo il Giovane, personaggio di rilievo nella cultura fiorentina del Seicento, che fece decorare quattro sale con dipinti celebrativi della gloria familiare. Alle opere di Michelangelo, che comprendevano la raccolta dei disegni, la Madonna della scala e la Battaglia dei centauri, si aggiunsero col tempo sculture romane, dipinti rinascimentali e seicenteschi, maioliche robbiane e infine reperti etruschi. Provengono da musei fiorentini il grande modello ligneo per la facciata della chiesa di San Lorenzo e il Dio fluviale, bozzetto per la Sacrestia Nuova, entrambi di Michelangelo, mentre gruppi di disegni del maestro vengono esposti temporaneamente a rotazione.

Museo Bellini

Divenuta museo, la storica galleria dell’ antiquario Luigi Bellini è situata in una signorile dimora sull’Arno di origine quattrocentesca, ristrutturata agli inizi del Novecento. La collezione di pezzi dal XII al XVIII secolo comprende opere di pittura e scultura, bronzi rinascimentali, maioliche e mobili.

Museo dell'Opificio delle Pietre Dure

È dedicato alla produzione e alla storia della manifattura di corte, specializzata nei lavori in pietre dure, istituita nel 1588 da Ferdinando I dei Medici. Vi sono conservati arredi (stipi, tavoli, pannelli per la Cappella dei Principi di San Lorenzo) decorati “a commesso” - cioè con pietre di diversi colori tagliate e accostate in modo da formare delle composizioni pittoriche - o con pittura su pietra o in scagliola. Il laboratorio presenta i campioni dei materiali, i banchi e gli strumenti da lavoro. Ancora oggi presso l’Opificio si effettuano la lavorazione e il restauro di mosaici in pietre dure.

Museo delle Cappelle Medicee

Si accede dalla Cripta, dove sono le tombe dei sovrani medicei e dei loro familiari ed è esposto il Tesoro di San Lorenzo. Il percorso comprende la Cappella dei Principi e la Sagrestia Nuova. A partire dal 1604, il granduca Ferdinando I fece iniziare la costruzione della barocca Cappella dei Principi, destinata ad accogliere nella sala ottagonale, rivestita di marmi e pietre dure, i sarcofagi con le spoglie dei granduchi. I lavori continuarono per due secoli, ma il progetto non venne mai portato a compimento. La Sagrestia Nuova, iniziata nel 1521, contiene la tomba di Lorenzo il Magnifico e di suo fratello Giuliano, e le tombe di Lorenzo duca di Urbino e di Giuliano duca di Nemours. Michelangelo lavorò fino al 1533 alle sculture per i sepolcri, portando a compimento le statue di Lorenzo duca di Urbino e Giuliano di Nemours, oltre alle figure allegoriche del Giorno, della Notte, dell’Aurora e del Crepuscolo e alla Madonna con Bambino.

Palazzo Vecchio - Museo dei Ragazzi

È stato nei secoli il centro politico e il simbolo della città. Progettato probabilmente da Arnolfo di Cambio, fu fondato nel 1299 come sede dei Priori delle Arti: risale a questo periodo la struttura severa ed elegante, con la caratteristica torre merlata che poggia direttamente sulla facciata. Sede della Signoria nel XV secolo, da cui anche il nome di Palazzo della Signoria, nel 1540 con Cosimo I dei Medici divenne dimora della famiglia granducale: i cosiddetti Quartieri Monumentali, appartamenti di rappresentanza, furono ristrutturati e decorati in maniera sontuosa dal Vasari a partire dal 1560.

Palazzo Vecchio - Quartieri Monumentali

Comprendono le sale destinate alla vita pubblica - Salone dei Cinquecento, Sala dei Duecento, Sala dei Gigli e Sala dell’Udienza - il prezioso Studiolo di Francesco I e i quartieri medicei: Quartiere di Eleonora e Quartiere degli Elementi. Le sale furono affrescate da artisti quali Ghirlandaio, il Bronzino e Vasari. Vi sono collocati alcuni capolavori della scultura del Rinascimento: il Genio della Vittoria di Michelangelo e il gruppo bronzeo della Giuditta e Oloferne di Donatello

Giardino di Boboli

I Medici per primi ne curarono la sistemazione, creando il modello di giardino all’italiana che divenne esemplare per molte corti europee, nel quale viene dato un ordine razionale alla vegetazione e le geometrie dei viali e delle piante sono abbellite con grotte, statue e fontane. Aperto al pubblico nel 1766, costituisce un vero e proprio museo all’aperto: di particolare pregio le statue romane e quelle di scultori del Rinascimento quali Baccio Bandinelli e Giambologna; l’anfiteatro, dove si svolgevano gli spettacoli di corte; la Grotta del Buontalenti, nella quale erano collocati i Prigioni di Michelangelo (oggi sostituiti da copie).

Forte Belvedere

Il Forte di San Giorgio, meglio conosciuto come Forte di Belvedere, fu fondato nel 1590 durante il granducato di Ferdinando I, e realizzato secondo i disegni di Bernardo Buontalenti. Oltre a difendere la città da eventuali attacchi esterni (ruolo che in pratica non dovette mai svolgere), il Forte in caso di pericolo poteva essere raggiunto da Palazzo Pitti attraverso il giardino di Boboli. Al suo interno sorge l’elegante Palazzina di Belvedere, preesistente alla costruzione del Forte, e probabilmente progettata da Bartolomeo Ammannati intorno al 1570. La Palazzina divenne la cassaforte dei Medici, i cui averi erano custoditi in fondo a un pozzo all’interno dell’edificio: chiunque avesse tentato di forzare la serratura avrebbe fatto scattare una trappola rimanendo trafitto. Attualmente, vi si tengono esposizioni temporanee.

Giardino della Villa Medicea di Castello

È una delle più antiche residenze suburbane dei Medici, che la possedettero fin dal 1477. Cosimo I commissionò nel 1538 allo scultore e architetto Niccolò Tribolo il progetto di un nuovo grande giardino di rappresentanza, studiato per celebrare il potere del principe attraverso la simbologia delle sue statue, fontane e grotte. Attualmente solo il giardino è visitabile, ricco di agrumi e piante rare e decorato di sculture antiche e rinascimentali. Di grande fascino la Grotta degli animali, un tempo animata da giochi d’acqua. Nella villa ha sede l’Accademia della Crusca, fondata nel 1585 per la diffusione e salvaguardia della lingua italiana. Ancora oggi l’Accademia svolge attività di ricerca e consulenza relativa alla lingua italiana

 

VINCI

Museo Ideale Leonardo da Vinci

Dedicato all’arte e alla vita di Leonardo da Vinci e alla conoscenza dei suoi territori, ha sede nei sotterranei del Castello di Vinci; presenta oltre 300 tra dipinti della bottega e scuola di Leonardo, reperti, ricostruzioni e documenti; comprende modelli di macchine ricostruite sulla base dei disegni di Leonardo. Il progetto Giardino di Leonardo e dell'utopia, sezione a cielo aperto del Museo, si arricchisce progressivamente di nuove realizzazioni.

Museo Leonardiano

Occupa la Palazzina Uzielli e l’antico castello dei conti Guidi, risalente all’XI secolo. È dedicato all’attività di Leonardo scienziato, tecnologo e ingegnere: vi sono esposti modelli di macchine costruiti sulla base dei codici leonardiani, accompagnati da animazioni che ne mostrano il funzionamento: dalle macchine per cantiere a quelle per il volo e militari, fino agli strumenti di uso scientifico; una sala è dedicata agli studi di ottica. Nella casa natale di Leonardo ad Anchiano - frazione a circa 2 chilometri da Vinci - si trova una mostra didattica permanente, con riproduzioni di disegni raffiguranti vedute della campagna toscana e di una mappa tracciata da Leonardo.

EMPOLI

Casa del Pontormo

La casa dove nacque Jacopo Carucci detto il Pontormo (1494 - 1556), uno dei più importanti pittori manieristi, è un edificio su tre piani di epoca medievale; vi sono esposti oggetti e documenti connessi con l’opera del maestro, i facsimili dei disegni preparatori per la tavola d’altare della vicina chiesa di San Michele, e reperti in ceramica di epoca medievale, trovati nel corso dei lavori di restauro. Ospita un centro internazionale di studi sull’arte del Cinquecento in Toscana.

Museo Civico di Paleontologia

Occupa parte del Palazzo Ghibellino, che sorge sulla piazza Farinata degli Uberti, cuore del centro cittadino, chiamata anche Piazza dei Leoni perché adornata da quattro leoni che circondano la fontana ottocentesca in marmo sorretta da tre Naiadi. Il Palazzo Ghibellino fronteggia la Collegiata di Sant’Andrea e viene chiamato così in quanto nel 1260 vi si riunirono i vincitori ghibellini per decidere la sorte della guelfa Firenze, vinta sul campo di battaglia. Il museo è articolato in sei percorsi tematici che documentano la nascita e la storia della terra attraverso una collezione di fossili e rocce, vari modelli e diorami, uno dei quali ricostruisce la lotta tra due dinosauri; lo scheletro di un orso delle caverne è corredato da un diorama con una scena di caccia all’orso da parte dell’uomo di Neanderthal.

Museo della Collegiata di S. Andrea

Dal patrimonio della Collegiata proviene il nucleo più cospicuo delle opere custodite nell’attiguo museo; la costruzione della chiesa risale al 1093, mentre la facciata fu aggiunta probabilmente verso la metà del XII secolo, secondo il modello tipico del romanico fiorentino - disegni geometrici realizzati in marmo bianco e verde. Nel museo sono riunite opere dei maestri del Quattrocento e Cinquecento, dall’affresco di Masolino raffigurante il Cristo in pietà, al fonte battesimale e all’Annunciazione di Bernardo Rossellino, dalla piccola Maestà di Filippo Lippi fino ai Santi del Pontormo. Nel chiostro sono esposte maioliche dei della Robbia.